Concorso in invasione arbitraria di edifici. È questo il reato contestato dal pm Ileana Ramundo a ventisei bitontini, imputati nel procedimento penale per l’occupazione abusiva di diciassette alloggi nell’ex convento dei Paolotti. Un immobile storico, in pieno centro cittadino, di proprietà del Comune di Bitonto, che si prepara a costituirsi parte civile già nell’udienza di comparizione predibattimentale, fissata per il prossimo 17 settembre davanti al giudice Angelo Salerno.
La vicenda annosa, e non nuova alle aule di giustizia, è tornata all’attenzione della Procura di Bari circa un anno fa, a seguito degli accertamenti condotti dalla Polizia Locale di Bitonto (e della successiva trasmissione di notizia di reato). Una ricognizione sullo stato degli immobili comunali, voluta da Palazzo Gentile, per mappare le situazioni di irregolarità.
Tra questi proprio l’imponente edificio tra piazza Moro e corso Vittorio Emanuele: dei venti alloggi dell’ex complesso conventuale, soltanto due risulterebbero locati regolarmente, mentre per un terzo è in corso una procedura di sfratto per morosità. Gli altri diciassette (alcuni addirittura sfondati e uniti tra loro) sarebbero invece risultati abitati, senza alcun titolo, da altrettanti nuclei familiari.
Durante i controlli, gli agenti hanno dunque identificato tutti gli occupanti abusivi: da chi vi vivrebbe sin dal 2009, a chi vi avrebbe fatto irruzione solo due anni fa. Ventisei persone in tutto (esclusi i minori) che, secondo le ricostruzioni, continuerebbero a rifiutarsi di liberare i locali, nonostante, in diversi casi, le prime condanne della magistratura risalgano già a quasi un decennio fa.
Per alcune occupazioni, il tribunale civile di Bari si è infatti espresso già nel 2016 e ancora nel 2018, disponendo il rilascio dell’immobile. Ma tutti i tentativi dell’ufficiale giudiziario di dare esecuzione alle sentenze si sarebbero rivelati infruttuosi. Altri procedimenti civili, sempre legati alle occupazioni abusive degli immobili dell’ex convento, risultano invece ancora pendenti.
Posizione più grave, infine, per due dei ventisei imputati: avendo già riportato una condanna penale per il medesimo reato, il pm ha contestato loro anche la recidiva infraquinquennale.
Posizioni da discutere nel corso del procedimento, che prenderà il via il prossimo 17 settembre con l’udienza predibattimentale. Al giudice Angelo Salerno spetterà decidere anche sull’ammissione della costituzione di parte civile del Comune, finalizzata a ottenere le restituzioni e il risarcimento dei danni subiti dall’ente.
















