C’è un momento, nelle sere di inizio estate a Bitonto, in cui la pietra chiara della Cattedrale sembra trattenere la luce e restituirla lentamente alla piazza. È lì, in quella scenografia naturale fatta di storia, ulivi e memoria mediterranea, che la città ha accolto “L’EVO incontra le Cucine UNESCO”, la cena-evento promossa dall’associazione Foglia d’Olio, presieduta dallo chef bitontino Emanuele Natalizio, in collaborazione con Euro-Toques Italia.
Non una semplice cena d’autore, ma un racconto collettivo sull’olio extravergine d’oliva come simbolo identitario della cultura italiana. Un racconto che ha intrecciato gastronomia, salute, agricoltura, turismo e territorio, portando a Bitonto chef, istituzioni, studiosi e ospiti del mondo della cultura.
La serata, patrocinata dal Ministero dell’Agricoltura, dalla Regione Puglia, dalla Camera di Commercio di Bari e dal Comune di Bitonto, rappresenta la tappa pugliese delle “Cene Euro-Toques”, il format itinerante dell’associazione internazionale che riunisce alcuni dei più autorevoli chef europei.
Al centro di tutto, l’Evo. Ma soprattutto una parola nuova, destinata — nelle intenzioni degli organizzatori — a diventare un manifesto culturale: “Evogastronomia”.
“Si parlerà di territorio, sostenibilità, cucina e salute all’interno di un’unica parola, che nascerà e girerà il mondo: l’Evogastronomia”, ha spiegato Emanuele Natalizio. “L’olio extravergine è stato uno degli ingredienti principali che abbiamo portato in giro per il mondo per il progetto della Cucina UNESCO. Questa sera la cena diventa l’occasione per raccontare tutto quello che è stato il percorso della cucina italiana patrimonio UNESCO e il valore dell’intera filiera olivicola”.
Accanto a lui, il presidente di Euro-Toques Italia Enrico Derflingher, chef di fama internazionale e figura centrale nel percorso che ha portato al riconoscimento UNESCO della cucina italiana. Nel suo intervento ha ripercorso il lungo lavoro diplomatico e culturale svolto negli ultimi anni. “Abbiamo lavorato molto duramente con il Ministero dell’Agricoltura e con il Ministero degli Esteri in giro per il mondo per ottenere questo riconoscimento”, ha raccontato. “Siamo stati a Nuova Delhi, Riyad, Dubai, New York, Londra. Abbiamo seguito anche l’Amerigo Vespucci nelle sue tappe internazionali”.
Derflingher ha poi sottolineato il valore simbolico della tappa bitontina. “È un grande piacere essere qui in questa bellissima location. In ogni regione italiana stiamo raccontando la cucina italiana e qui abbiamo Emanuele Natalizio, nostro responsabile nazionale per gli oli d’oliva”
Per la serata, lo chef ha proposto il celebre “risotto Regina Vittoria”, il piatto con cui vinse i titoli di miglior cuoco d’Italia, d’Europa e del mondo. Una ricetta nata durante gli anni trascorsi alla corte reale inglese. “La Regina, rompendo il protocollo, mi chiese cosa desiderassi in regalo perché era il risotto più buono che avesse mai mangiato”, ha raccontato sorridendo. “E io chiesi proprio quella pentola nella quale lo avevo cucinato”.
Se gli chef hanno raccontato il gusto, la scienza ha spiegato perché l’olio extravergine d’oliva sia oggi considerato uno dei pilastri della longevità mediterranea.
Antonio Moschetta, ordinario dell’Università degli Studi di Bari, ha definito Bitonto “una delle capitali storiche dell’olio”. “In questa parte del globo terrestre ci sono alcune delle varietà più antiche e importanti del nostro Paese”, ha spiegato. “Non solo ricche di acido oleico, ma anche di costituenti minori che hanno dimostrato di avere un ruolo fondamentale per la salute”.
Moschetta ha collegato il tema dell’alimentazione a quello dell’aspettativa di vita. “Una bambina che nasce oggi nell’area di Bari ha un’aspettativa di vita di oltre 87 anni. Negli anni Novanta era di circa 76. Questo significa che non conta soltanto il DNA che ereditiamo, ma quello che definiamo esposoma: gli orari, il cibo, l’attività fisica e perfino la felicità”.
Proprio sul rapporto tra salute e alimentazione si è soffermato anche il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, intervenuto durante la manifestazione. “Alla dieta mediterranea e all’olio extravergine d’oliva va attribuito uno straordinario valore salutistico”, ha dichiarato. Gemmato ha citato in particolare l’oliva Coratina, “con il suo altissimo contenuto di polifenoli”, spiegando come questi composti abbiano effetti benefici sull’apparato cardiovascolare e sulla prevenzione di alcune patologie oncologiche e neurodegenerative.
“Mangiar bene — ha aggiunto — abbatte la mortalità generale del 9%, le patologie tumorali del 6% e quelle neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson del 13%”.
Durante la serata è arrivato anche il collegamento video del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che ha rilanciato il ruolo strategico dell’alimentazione nella prevenzione sanitaria. “Non si può ridurre la spesa sanitaria tagliando ospedali o medici”, ha detto. “Bisogna mettere le persone nelle condizioni di vivere in salute. Alimentazione e attività sportiva sono fondamentali”.
Il ministro ha poi ricordato il lavoro svolto insieme a Natalizio nella promozione internazionale dell’olio Evo. “Per molti nel mondo l’olio è semplicemente una cosa verde che viene dall’oliva. Per noi significa molto di più. Significa cultura, identità, abbinamenti, biodiversità”.
Lollobrigida ha infine ricordato gli investimenti del Governo sul comparto olivicolo, parlando di oltre 300 milioni di euro destinati al settore, anche per contrastare la Xylella, “nemico per eccellenza dell’olivicoltura pugliese”.
Per il sindaco Francesco Paolo Ricci, eventi come questo rappresentano una leva strategica per il futuro turistico della città. “L’olio extravergine d’oliva è il nostro prodotto principe”, ha affermato. “L’unione tra enogastronomia e valorizzazione del patrimonio storico e culturale può diventare l’arma vincente per città come Bitonto, che non si affacciano sulla costa ma hanno bisogno di attrarre turismo durante tutto l’anno”.
Ospite d’onore della serata l’attore e regista Michele Placido, simbolicamente chiamato a rappresentare quel dialogo continuo tra cultura, arte e gastronomia che ha attraversato tutta la manifestazione.
Nel pomeriggio, inoltre, si è svolto un convegno dedicato alla Cucina UNESCO e all’Evo gastronomia, mentre all’interno della Cattedrale è stata allestita la mostra “Olio d’Artista”, percorso espositivo dedicato al rapporto tra olio e creatività contemporanea.
Per una sera, Bitonto non è stata soltanto la città degli ulivi. È diventata il luogo in cui l’olio ha smesso di essere condimento ed è tornato a essere racconto, memoria e visione del futuro.
















