Il caso del maxi impianto fotovoltaico realizzato a Bitonto, in località Pozzo delle Grue, torna al centro dell’attenzione istituzionale. Il Comune ha infatti chiesto alla Regione Puglia di verificare se le inadempienze riscontrate possano compromettere l’efficacia dell’Autorizzazione Unica rilasciata per il progetto.
La richiesta del servizio Territorio del Comune arriva dopo le diffide presentate da Cia Puglia, che ha segnalato il mancato rispetto di una delle prescrizioni principali: il reimpianto degli oltre 2.100 olivi espiantati, indicato come obbligo essenziale nell’atto autorizzativo.
Le criticità sono state confermate anche da Palazzo Gentile. Nella nota inviata alla Regione Puglia si evidenzia infatti che tutte le piante presenti nell’area sarebbero state rimosse senza essere successivamente ricollocate.
Secondo quanto riportato dall’amministrazione comunale, la soluzione adottata dalla società Gdr Solare, che ha previsto la messa a dimora di oltre 3.100 nuovi olivi di giovane età, non può essere considerata una misura compensativa equivalente al reimpianto degli alberi originari.
Il mancato recupero, almeno degli esemplari in buono stato, rappresenterebbe quindi un possibile inadempimento rispetto alle prescrizioni contenute sia nel parere del Dipartimento Agricoltura sia nell’Autorizzazione Unica rilasciata dal Dipartimento Sviluppo Economico.
Alla luce di questi elementi, il Comune ha invitato la Regione Puglia ad effettuare una valutazione formale sulla situazione. L’obiettivo è stabilire se la mancata ottemperanza alle prescrizioni possa incidere sulla validità dell’Autorizzazione Unica e, di conseguenza, sull’intero progetto.
Sulla vicenda interviene anche il neo confermato presidente di Cia Puglia, Gennaro Sicolo, che ribadisce la posizione dell’organizzazione agricola e annuncia ulteriori iniziative legali. “Siamo stati gli unici che hanno denunciato lo scempio contro l’olivicoltura che si sta registrando non solo a Bitonto, ma in tutta la Puglia. Ed è uno scempio che deve essere fermato a tutti i costi”.
Sicolo sottolinea inoltre le azioni già avviate: “Abbiamo fatto accesso agli atti e attivato una serie di azioni legali per vederci chiaro su una situazione che chiara non ci sembrava affatto. E siamo pronti a portare le carte in Procura se gli enti preposti non adotteranno provvedimenti conseguenti”.
Infine, un riferimento al ruolo delle istituzioni regionali: “Non possiamo andare avanti solo con le carte bollate. Apprezzo che il presidente della Regione Antonio Decaro e l’assessore all’agricoltura Francesco Paolicelli si stiano adoperando per individuare le aree idonee agli impianti. Confido che si possa fermare lo scempio ai danni dell’olivicoltura pugliese, patrimonio dell’intera collettività”.
















