Un lungo corteo per “fare rumore” contro le mafie, contro la violenza, la prepotenza e contro il silenzio in cui tutto ciò prolifera. Tante le persone scese in strada ieri per la manifestazione cittadina promossa dal presidio di Libera “Anna Rosa Tarantino”. Un nome, quest’ultimo, che evoca una ferita ancora dolorosa per la città. Una ferita che si riapre ogni volta che le armi da fuoco tornano a sparare, ogni volta che la malavita torna a palesarsi con arroganza e con sprezzo della vita umana, come è accaduto solo poche settimane fa in via Mozzicugno, teatro di una sparatoria.
Il corteo è partito da piazza Padre Pio, con l’intervento di Annalisa Noviello, presidente del presidio di Libera Bitonto: «Questa manifestazione, nata in collaborazione con l’amministrazione comunale, è una risposta collettiva ai tanti episodi di criminalità che si sono verificati e intensificati negli ultimi tempi. Il nostro obiettivo è dare voce alla gente per dire “no” alla criminalità e ribadire con fermezza il valore della legalità».
L’iniziativa, nata in risposta ai recenti episodi criminosi che hanno scosso il tessuto sociale della comunità, ha visto la partecipazione di cittadini, associazioni e rappresentanti del territorio, riuniti per riaffermare la cultura della legalità, della partecipazione civica e della solidarietà. Una risposta civile e pacifica, per difendere il diritto dei cittadini a vivere in una comunità sicura, coesa e fondata sul rispetto reciproco.
«Del territorio di Bitonto ci siamo occupati ripetutamente, già dall’inizio del mio impegno in Dda, quando c’era una vera e propria guerra» ricorda il procuratore aggiunto della Dda di Bari Francesco Giannella, sottolineando l’importanza di questi segnali di partecipazione civica anche per il lavoro investigativo: «Abbiamo lavorato tanto e ottenuto grandi risultati, però queste sono sfide che non si concludono mai. Riemergono altre dinamiche, bisogna ricostruirle, i lavori sono sempre in corso. Continuate a sostenerci e a credere nel nostro lavoro. Talvolta non arriviamo prestissimo, perché il nostro lavoro è molto complesso, ma bisogna avere fiducia».
Un appello ribadito anche dal sindaco Francesco Paolo Ricci: «Ci sono tante persone che vogliono continuare a dire “no” alla criminalità, alla microcriminalità, al malaffare. Questa presenza mi conforta tantissimo. Dobbiamo andare avanti tutti insieme, per rafforzare le azioni di prevenzione e quelle di repressione, che spettano alla polizia e all’autorità giudiziaria. Grazie a Libera, alle associazioni e a tutti i cittadini che stanno partecipando a questa marcia».
Pensieri fatti propri anche da Mario Sicolo, direttore del Da Bitonto, che ha rinnovato l’invito a ricordare e ad indignarci per quanto successo ad Anna Rosa Tarantino, per far sì che quanto successe quel maledetto 30 dicembre 2017 non sia stato vano.
Presente anche Pinuccio Fazio, padre di Michele, che con Anna Rosa Tarantino, ha condiviso la triste sorte. Proprio nei giorni scorsi c’è stato il 25esimo anniversario da quel maledetto giorno in cui, a Bari, la sua vita fu interrotta da un proiettile vagante nel corso di un regolamento di conti tra famiglie criminali baresi.
«Bitonto non può tornare indietro, non può rivivere la paura che ha vissuto ai tempi di Anna Rosa Tarantino – è il monito di don Angelo Cassano, referente regionale di Libera contro le mafie – Urgono mobilitazione, partecipazione e consapevolezza da parte di tutti i cittadini. Solamente così potremo liberare il territorio dall’oppressione delle mafie. Questa manifestazione è un segnale molto importante».
















