Bitonto affida all’Arma dei Carabinieri un riconoscimento solenne, ma anche un messaggio politico e istituzionale molto chiaro: la città chiede più sicurezza, più presidi, più presenza dello Stato.
La cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria all’Arma si è svolta ieri, venerdì 3 luglio, nella sala degli specchi di Palazzo Gentile, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose.
Un momento formale, carico di valore simbolico, che arriva però in giorni segnati da una sequenza di episodi di cronaca che hanno aumentato la preoccupazione tra i cittadini: la sparatoria nel centro storico con il ferimento di un 46enne, la violenta rapina in abitazione ai danni di due anziani, i furti nelle attività commerciali, le incursioni nelle campagne e nella zona artigianale. Una cornice che ha reso la cerimonia non soltanto un atto di gratitudine, ma anche l’occasione per rilanciare una richiesta di attenzione concreta verso il territorio.
Il conferimento della cittadinanza onoraria all’Arma dei Carabinieri nasce da una decisione unanime del Consiglio comunale. «È stata una volontà condivisa da tutti e credo dall’intera comunità», ha spiegato il sindaco Francesco Paolo Ricci. «Nasce da un sentimento diffuso e da un rapporto che si va sempre più consolidando con l’Arma dei Carabinieri. Noi siamo impegnati con loro nel presidio del territorio, non è semplice, non è un momento facile».
Per il primo cittadino il riconoscimento rappresenta un segnale di vicinanza istituzionale e di collaborazione. «È un segnale ulteriore di forte collaborazione, di forte presenza da parte dell’ente locale a supporto di quello che le forze dell’ordine, in questo caso l’Arma dei Carabinieri, fanno per il nostro territorio. Sentivamo di dare questa testimonianza: noi ci siamo».
A ricevere idealmente l’abbraccio della città è stato il generale Gianluca Trombetti, comandante provinciale dei Carabinieri di Bari, che ha parlato di un territorio complesso, ma anche di un presidio già strutturato e operativo. «È un territorio particolarmente difficile, questo lo sappiamo tutti», ha detto. «Il reparto è presente con una stazione molto corposa. Più che di quantità, che chiaramente viene facile ricordare a tutti, parlerei anche di qualità: la qualità del servizio che offre la stazione Carabinieri di Bitonto è di livello e risponde efficacemente alle esigenze del territorio».
Il tema degli organici, al centro del dibattito cittadino dopo gli ultimi fatti di sangue e di criminalità predatoria, resta comunque aperto. «È chiaro che si può sempre fare di più e si può sempre fare di meglio», ha aggiunto Trombetti, «e anche su questo ci sono interlocuzioni che approfondiremo in un’altra sede».
Il comandante provinciale ha poi sottolineato il valore del riconoscimento conferito dal Comune. «Per noi è un grandissimo motivo d’orgoglio e di riconoscenza. L’autorità che viene dall’alto con le istituzioni dello Stato trova un magnifico punto d’incontro con la legittimità e la legittimazione degli organi elettivi rappresentativi, che in questa circostanza sono il Comune di Bitonto».
Trombetti ha chiarito che l’Arma non cerca riconoscenza per il lavoro svolto quotidianamente, ma che un gesto come la cittadinanza onoraria assume un significato particolare. «Quando c’è una forma di riconoscenza così importante e significativa, noi siamo pienamente orgogliosi e assolutamente soddisfatti. Ringraziamo sentitamente il sindaco e tutta l’amministrazione che ci ha fatto da oggi e per sempre cittadini di questa città».
Inevitabile il riferimento alla recrudescenza criminale degli ultimi giorni. Il generale ha parlato della necessità di ridurre la distanza tra sicurezza reale e sicurezza percepita. «Stiamo cercando di svolgere tutte le nostre attività per colmare quel gap, con servizi sia di prevenzione sia di repressione. I segni più evidenti, quelli che vanno nella direzione della rassicurazione sociale, sono i servizi di prevenzione e di controllo del territorio, che stiamo rafforzando e cercando di concentrare con una logica ben precisa».
Accanto alla presenza visibile sulle strade, resta il lavoro investigativo. «Ci sono poi i servizi di repressione e le attività investigative», ha precisato Trombetti, «che richiedono necessariamente più tempo e più approfondimenti, ma su cui l’Arma è assolutamente impegnata».
Alla cerimonia erano presenti anche rappresentanti parlamentari. Il senatore Filippo Melchiorre, componente della Commissione parlamentare antimafia, ha confermato l’attenzione sul caso Bitonto e l’avvio di un’interlocuzione con il Governo. «Erano presenti, con il collega Michele Picaro, anche parlamentari di altri partiti, come il collega Marco Lacarra», ha spiegato. «Abbiamo avuto un’interlocuzione telefonica con il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, che ha dato la disponibilità a incontrare il sindaco e ad affrontare quello che sta avvenendo a Bitonto in maniera seria e rigorosa».
Melchiorre ha parlato di una presenza che non deve limitarsi alle occasioni ufficiali. «Lo dico anche da componente della Commissione antimafia: c’è la massima attenzione. Oggi siamo qui non solo per la manifestazione, che è importante, ma anche per far sentire una presenza che deve essere quotidiana e non soltanto in occasione di cerimonie».
Il tema principale resta quello del personale e della razionalizzazione delle forze in campo. «È un problema nazionale», ha aggiunto il senatore, «ma lì dove esistono difficoltà è giusto ricalibrare le forze disponibili».
Alla cerimonia non ha potuto partecipare, per impegni istituzionali, il senatore Ignazio Zullo, che ha inviato una lettera al sindaco Ricci. Nel messaggio ha espresso piena adesione al conferimento della cittadinanza onoraria all’Arma, definita «un presidio fondamentale di legalità e sicurezza per i cittadini», e ha richiamato gli ultimi episodi che hanno interessato Bitonto: la sparatoria, i furti ai danni di attività commerciali e agricoltori, le rapine nelle abitazioni private e il grave episodio che ha coinvolto due anziani cittadini.
«Non possiamo consentire che la paura diventi una condizione ordinaria nella vita quotidiana delle famiglie, degli anziani, dei commercianti, degli agricoltori e di tutti coloro che ogni giorno vivono e lavorano onestamente nella nostra comunità», ha scritto Zullo, esprimendo vicinanza alle persone coinvolte, alle loro famiglie, agli imprenditori, ai commercianti e agli operatori agricoli.
Per il senatore è necessario «rafforzare il presidio del territorio, incrementare le attività di prevenzione e controllo e sostenere il prezioso lavoro delle forze dell’ordine». La sicurezza, ha aggiunto, «rappresenta un diritto fondamentale e una priorità assoluta, poiché senza sicurezza non può esistere pienamente la libertà e la serenità di una comunità».
Zullo ha assicurato infine il proprio impegno a rappresentare la situazione di Bitonto presso le istituzioni competenti e il ministero dell’Interno, «affinché possano essere valutate tutte le misure necessarie a garantire una maggiore presenza dello Stato sul territorio e risposte adeguate alle legittime richieste dei cittadini».
La cittadinanza onoraria all’Arma dei Carabinieri diventa così, per Bitonto, molto più di un riconoscimento simbolico. È il ringraziamento a chi presidia ogni giorno un territorio complesso, ma anche la richiesta di non lasciare sola una comunità che, davanti agli ultimi episodi di violenza e criminalità, chiede risposte rapide, coordinate e visibili.
















