Una corsa al tramonto, in campagna, si è trasformata in un gesto di civiltà e prontezza. Due agenti di polizia fuori servizio, durante l’attività sportiva in zona Strada Vicinale Quorchio, hanno notato del fumo provenire da un cumulo di rifiuti abbandonati. Si trattava di un principio d’incendio, che minacciava di estendersi agli ulivi circostanti.
Senza esitazione, i due agenti hanno cercato di contenere le fiamme con mezzi di fortuna, fino all’arrivo provvidenziale di un cittadino della zona che, grazie al suo pozzo artesiano, ha contribuito a domare il fuoco prima che si propagasse ulteriormente.
Il contesto, tuttavia, racconta un’altra storia: quella di un pezzo di campagna trasformato in una piccola discarica a cielo aperto. Nell’area colpita dall’incendio erano presenti materassi, plastica, pezzi di mobili, reti in nylon e rifiuti domestici, segno di un abbandono sistematico e impunito.
Il sindaco Francesco Paolo Ricci ha commentato l’episodio sui social, ringraziando chi ha agito con coraggio:
«Amare un luogo significa anche proteggerlo. Ogni giorno», ha scritto.
Ma i cittadini, pur lodando il gesto degli agenti e del residente, non hanno risparmiato critiche sullo stato del territorio:
«Bellissimo gesto questo… ma amare il territorio significa anche mettere più controlli nelle strade di periferia e ripulire la spazzatura lasciata ovunque. Correre per la campagna, spesso, significa notare il degrado».
«Ma quelli che si mettono in macchina per buttare rifiuti nelle campagne? Non sarebbe più comodo scenderli sotto casa? Ma che hanno nella testa?»
«Servono fototrappole contro l’abbandono dei rifiuti, come a Modugno, Bari e nel resto d’Italia!»
L’episodio riaccende il dibattito sulla necessità di maggiori controlli, videosorveglianza e sanzioni contro l’abbandono dei rifiuti, fenomeno che continua a deturpare il paesaggio rurale bitontino, nonostante gli sforzi e i buoni esempi.
















