«Quattro ragazzi, dopo aver forzato alcune autovetture in cerca di non si sa cosa, hanno preso di mira un pulmino, devastandolo con il lancio di veri e propri massi».
A denunciare sui propri canali social un grave episodio vandalico avvenuto nel tardo pomeriggio di sabato 11 aprile è la cooperativa sociale Eughenia che, all’interno dell’Istituto Maria Cristina di Savoia, ormai da anni gestisce diversi servizi per minori e per famiglie. Ad essere stati attaccati da ignoti sono i mezzi quotidianamente utilizzati per il trasporto degli utenti del Centro diurno “Baloo”.
«Un gesto compiuto con leggerezza e, purtroppo, anche con consapevolezza: i responsabili avevano il volto coperto, ben sapendo della presenza delle telecamere, che hanno registrato anche le loro voci e le loro risate mentre arrecavano danni per oltre mille euro» scrivono dalla cooperativa, che ha sporto regolare denuncia: «Confidiamo nel lavoro delle forze dell’ordine affinché i responsabili, quattro minorenni non appartenenti ai nostri servizi, vengano individuati al più presto. Il nostro augurio, sincero, è che questi ragazzi – rivedendosi, riconoscendosi o essendo riconosciuti – possano trovare il coraggio di presentarsi ai servizi sociali della Città di Bitonto».
Un grave episodio che, per Eughenia, è anche occasione per un appello ai diretti responsabili: «Come cooperativa che opera da 23 anni sul territorio di Bitonto, sentiamo forte non solo il senso di responsabilità verso la comunità, ma anche la volontà autentica di tendere una mano proprio a chi sbaglia. Da parte nostra, infatti, non c’è solo indignazione, ma il desiderio concreto di aiutare questi ragazzi, di accoglierli e offrire loro un’opportunità reale di cambiamento, quella che forse finora non hanno avuto. Crediamo profondamente che ogni errore, anche il più grave, possa diventare occasione di crescita se accompagnato da responsabilità, consapevolezza e dalla presenza di adulti e contesti educativi capaci di guidare. Educare significa anche questo: non fermarsi alla condanna del gesto, ma lavorare perché chi ha sbagliato possa comprendere il valore delle proprie azioni, il rispetto per gli altri e per i beni della comunità e riscoprire strade positive per il proprio futuro».
















