Grave disservizio per le scuole superiori della città metropolitana. Sindacati inascoltati, famiglie lasciate sole e assistenti all’autonomia e alla comunicazione ridotti alla fame. A due mesi dalla riapertura delle scuole, la situazione dell’assistenza specialistica scolastica negli istituti superiori di secondo grado della Città Metropolitana di Bari è al limite del collasso. Il servizio, che dovrebbe garantire il supporto educativo agli alunni con disabilità, è ancora oggi – quasi a fine ottobre – bloccato, lasciando centinaia di studenti senza alcun tipo di supporto e generando ricadute economiche e professionali pesantissime per gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione. Un servizio fantasma, se non per pochi utenti. A funzionare è solo una microscopica parte: i cosiddetti “casi in continuità”, ovvero quelli già attivi l’anno scorso. Ma per tutti gli altri – in particolare i nuovi iscritti – non c’è nulla. Nessun assistente all’autonomia e alla comunicazione, nessun intervento, nessuna presa in carico. La situazione è drammatica anche per gli operatori del settore, che hanno firmato contratti da 27 o 18 ore settimanali ma si ritrovano a lavorare per sole 9 ore, sempre che non abbiano “perso” il “caso in continuità” con stipendi che a malapena superano i 100 euro al mese. Un paradosso che evidenzia la totale assenza di programmazione e responsabilità da parte dell’ente preposto, la Città Metropolitana di Bari, che continua a mostrare un preoccupante muro di gomma nei confronti dei sindacati e degli operatori del settore. Secondo le organizzazioni sindacali, quanto sta accadendo era stato ampiamente previsto e annunciato già nei mesi precedenti all’avvio dell’anno scolastico senza ottenere però alcuna risposta fattiva dall’ente metropolitano. La conseguenza di questa chiusura istituzionale è una doppia beffa: da una parte, le famiglie di studenti disabili sono state lasciate senza alcun supporto, costrette ad arrangiarsi in autonomia; dall’altra, gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione, gli educatori professionali – figure centrali per l’inclusione scolastica – sono stati dequalificati e impoveriti, costretti ad accettare condizioni contrattuali mortificanti. “È inaccettabile che nel 2025 si parli ancora di diritti negati per studenti con disabilità – denunciano i sindacati in un comunicato – e che gli operatori specializzati vengano trattati come lavoratori di serie C, con stipendi da fame e nessuna tutela contrattuale.” Le famiglie, dal canto loro, parlano di abbandono istituzionale e di una scuola che, così, rischia di diventare sempre più escludente. L’ultima richiesta urgente di un incontro, presentata dalle sigle sindacali a fine settembre, è rimasta senza risposta. Nessuna convocazione, nessuna comunicazione ufficiale, nessun chiarimento sui tempi di attivazione del servizio. Nel frattempo, i dirigenti scolastici delle scuole superiori si ritrovano a gestire situazioni sempre più critiche, privi del supporto necessario e senza linee guida operative chiare. Una chiara violazione dei diritti costituzionali: il diritto allo studio, il diritto all’inclusione e il diritto al lavoro, vengono così calpestati nel silenzio generale. Il rischio – concreto – è che l’anno scolastico per molti studenti disabili sia già compromesso. A pagare il prezzo più alto sono proprio loro: i più fragili. E con loro, un intero settore professionale che da anni chiede riconoscimento, stabilità e dignità.
Fonte: Quotidiano di Bari
Autrice: Maria Giovanna Depalma
















