Solo chi scava dentro l’anima, alla ricerca di una fiammella purchessia, fino a perdersi dentro le cicatrici più profonde, può dirsi veramente artista.
Non si sottrae a questa regola aurea, anzi impreziosendola con delicatezza e sensibilità, la bitontina Noemi Pasqualoni, in arte (sublime) Luna Storta.
L’avventura musicale di questa talentuosa cantautrice polistrumentista ventiqattrenne è iniziata come un percorso di guarigione, con l’intento di trasformare il dolore di esperienze difficili in un’inesauribile fonte di ispirazione artistica.
Da quei giorni ormai lontani, scrive i testi e le melodie delle sue canzoni in totale autonomia, proprio perché completamente guidata dalle emozioni che desidera trasmettere, posando le mani sul suo amato pianoforte o abbozzando qualche nota alla chitarra, che rappresentano il principio del suo percorso.
Si ispira ai grandi del jazz e dell’R&B, al cantautorato italiano prendendo come punti di riferimento principali artisti del calibro di Pino Daniele, Lucio Dalla e Lucio Battsti, arricchendo il suo sound con contaminazioni moderne, urban e personali. II suo stile riflette l’equilibrio tra fragilità emotiva e forza creativa, dando vita a un’esperienza musicale unica nel suo genere.
“Quando ho conosciuto Noemi ho visto una ragazza in cerca della sua voce, con tanto da esprimere ma ingolfata da tutta la ricchezza espressiva racchiusa in lei. I suoi miglioramenti sono andati di pari passo con la sua ricerca stilistica. Noemi è giovane ed ha ancora tanto margine di crescita e la sua caparbietà unita ad una esigenza artistica profonda la porteranno a descrivere il mondo con occhi sempre nuovi. Sarà una scoperta per tutti quelli che la seguiranno”, è il ritratto sincero che ne dipinge Angelita Bartolucci, insegnante di canto della Accademia Musicale dei Fratelli Modugno.
E allora, siamo all’attualità. Con una personalità così lucente e variegata, la valente concittadina non poteva non conquistare la giuria dell’ottava edizione del Premio Apulia Voice 2025, che ha conferito il riconoscimento della critica al brano “Fotogramma 19”, un inedito che presto sarà pubblicato su tutte le piattaforme digitali, registrato insieme a Gabriele Acquafredda, che ha curato mix e master nel suo meraviglioso studio BEAM – Botteghe Elettroacustiche Mediterranee, a Bitonto, in Via XXIV Maggio, 20.

“Un luogo che, per come è fatto e per l’aria che si respira, sembra quasi custodire le canzoni prima ancora che vengano al mondo. “Fotogramma 19” è nato quest’estate, in un momento un po’ sospeso, uno di quelli in cui ti fermi e ti ascolti davvero. Le riflessioni sulla vita, le emozioni che si accavallano, i piccoli nodi che si sciolgono da soli… tutto è finito dentro il testo e l’arrangiamento, come quando ti lasci andare e scopri che le cose più autentiche vengono fuori senza rumore“, osserva Noemi.
“Portarlo su un palco così importante e scoprire che ha toccato la giuria al punto da assegnarmi il Premio della Critica è stato speciale, quasi commovente. Un premio che conserva ancora più valore perché dedicato al Miglior Testo e intitolato a Tonio Parisi, storico membro dell’organizzazione, che ogni anno lo consegnava personalmente e che purtroppo non è più con noi. Ricevere un riconoscimento che porta il suo nome è stato come sentire una mano sulla spalla: gentile, simbolica, piena di significato. E poi c’era quel momento sul palco“, sorride Luna stavolta un po’ meno storta.
“Mi sono sentita libera, mi sono sentita leggera. Perché quando scegli davvero di fare questo nella vita, quando capisci che quello che porti è qualcosa di bello e che l’unico vero desiderio è arrivare al cuore delle persone, allora la musica ti attraversa senza chiedere permesso. E tu la lasci fare. Ti godi l’attimo. Ti godi il palcoscenico. E almeno per quei minuti spariscono esitazioni, paure e tutte le vocine che nella vita di tutti i giorni ti frenano. Durante la music conference, Rory Di Benedetto ha detto una cosa semplice e potentissima: non bisogna avere paura della musica, perché è la cosa più bella che possiamo fare. Ed è, nel bene e nel male, la nostra vita. E mentre lo diceva, ho capito che era esattamente così: che tutto quello che ho scritto, composto, vissuto, aveva senso. Anche le piccole sconfitte, i dubbi, la fatica“, esplode di felicità Noemi, spesso ospite delle iniziative culturali di Damiano Bove.
“Tra le cose più inaspettate e belle di questa esperienza c’è stato anche l’incontro con Bianca Chiaratti, giornalista della sezione Musica e Spettacolo della Gazzetta del Mezzogiorno e membro della commissione artistica. È stata lei a voler fortemente che questo premio fosse assegnato a me, perché — come mi ha detto con una sincerità che mi ha spiazzata — ha colto nel mio brano una necessità vera di comunicarequalcosa. Si è rivista nel testo, nelle parole, in quel modo un po’ fragile e un po’ ostinato di voler dire al mondo chi sei, anche quando non è semplice. Mi ha fatto tantissimi complimenti, di quelli che ti rimangono addosso quando torni a casa, perché ha visto in me una cantautrice capace e autentica. E io, davvero, sono felice. Felice di quei minuti di condivisione, felice di essere arrivata a qualcuno, felice di questo risultato che custodirò con molta, moltissima gratitudine. Per il percorso, per le persone, per i compagni di viaggio mitici e meravigliosi con cui ho condiviso questa esperienza. Da ognuno di loro ho imparato qualcosa“, conclude riconoscente Noemi.


















