Sui social è diventata un volto familiare, riconoscibile, amatə. C’è chi tra ha appeso un suo “santino” in classe, chi ripete il suo ironico neologismo – «Allucinogeno!» – per raccontare situazioni paradossali e divertenti. Ma dietro l’immagine sicura, spavalda, sempre pronta alla battuta, c’è una storia che chiede rispetto, ascolto e delicatezza.
Parliamo di Anita Giordano, che nei giorni scorsi, in coincidenza con il suo trentesimo compleanno, ha concluso un lungo e complesso percorso di transizione di genere.
Un cammino iniziato nel 2019 e diventato ufficiale nel 2022, con il riconoscimento anagrafico del suo nome e del genere femminile, affrontato attraverso un percorso seguito da professionistə della salute mentale e da legali. In questi anni Anita ha attraversato anche un dolore profondo, la perdita della madre, e ha continuato a camminare sostenuta dall’affetto degli amici più vicini. L’intervento di vaginoplastica, avvenuto a Bangkok, in Thailandia, è stato per lei un punto di arrivo, ma anche un nuovo inizio.
Abbiamo scelto di raccontare questa storia lasciando spazio alle sue parole.
Come ti sei sentita, sospesa tra paura e gioia?
«Sì, proprio così, mi sono sentita sospesa tra due emozioni molto forti: la paura e la gioia. La paura per l’intervento, per il dolore, per l’ignoto… è una paura umana, inevitabile. Ma accanto a quella paura c’era una gioia profonda, silenziosa, che nasceva dalla consapevolezza di stare finalmente facendo qualcosa per me stessa, per la mia verità. La gioia di sapere che dopo tanta sofferenza stavo andando incontro a una rinascita».
Oggi ti senti finalmente Anita?
«Sì, oggi mi sento veramente Anita. Non perché un intervento mi definisca, ma perché mi ha permesso di allineare il mio corpo a ciò che ho sempre sentito dentro. È come se finalmente non dovessi più spiegarmi a me stessa: posso semplicemente essere. Con più serenità, con più verità».
Cosa vorresti dire alle altre donne trans?
«Non siete sole. La strada può essere difficile, piena di giudizi e ostacoli, ma ogni passo verso il vostro vero io è un atto di coraggio. Prendetevi il tempo di conoscervi, amatevi nelle vostre imperfezioni e circondatevi di chi vi rispetta davvero. Il mondo potrebbe non capire subito chi siete, ma la vostra autenticità è preziosa e potente. Continuate a brillare, anche quando sembra che tutto intorno sia buio».
Il tuo è stato un percorso lungo. Ora come cambierà la tua vita?
«Sì, è stato lungo, spesso faticoso, a tratti doloroso. Non è stato lineare e non è stato facile, ma è stato necessario. Era quello che volevo davvero, anche quando avevo paura, anche quando dubitavo di me stessa.
Ora la mia vita cambierà non perché mi renderà “diversa”, ma perché mi permetterà finalmente di essere me stessa, senza nascondermi o resistere ogni giorno. Cambierà il modo in cui mi guardo allo specchio, il modo in cui respiro, il modo in cui vivo il mio corpo e il mio futuro. Non cancella il passato, ma gli dà un senso. E da qui in poi ogni passo sarà più leggero, perché sarà fatto nella verità».
È una storia di libertà conquistata, non senza fatica. Una storia che non chiede applausi, ma rispetto. E forse, semplicemente, ascolto.

















