Ancora un no secco e categorico, soprattutto alla luce della documentazione ulteriore presentata dalla società proponente, considerata, a più riprese, ancora insufficiente.
Si è chiusa martedì la possibilità di presentare osservazioni sul progetto di installazione di 17 aerogeneratori tra Ruvo, Terlizzi e Bitonto, di potenza unitaria pari a 6,2 MW, per una potenza complessiva di 105,4 MW, incluse le relative opere di connessione alla Rete di trasmissione nazionale. A volerlo è la R-Wind s.r.l. È stata la seconda volta che i tre Comuni, l’Arpa, associazioni e cittadini comun sono stati chiamati a esprimersi, dopo che un anno fa, nella prima consultazione, avevano bocciato il tutto per le stesse motivazioni. E questa volta il pollice verso è arrivato nonostante “nuovi” 133 elaborati presentati dalla stessa società.
Qui Bitonto. Da Palazzo Gentile, nello specifico, ritengono che la documentazione integrativa e le controdeduzioni prodotte da R-Wind S.r.l., pur avendo fornito elementi di approfondimento rispetto alla documentazione originaria, non risultino allo stato sufficienti a considerare integralmente superate le criticità già rappresentate dall’amministrazione comunale.
Qui Ruvo. Con il nuovo atto, Palazzo di città ha confermato nuovamente, su basi tecniche rigorose, la linea di ferma opposizione già assunta dalla Giunta e dal Consiglio comunale: la tutela del paesaggio, dell’ambiente e della comunità resta una priorità assoluta e non negoziabile. “Il lavoro dell’Ente – ha detto il sindaco Pasquale Chieco – si è svolto in costante raccordo con Bitonto e Terlizzi, attraverso i rispettivi settori tecnici, per coordinare le osservazioni avverso il progetto eolico “Ruvo” mettendo in atto una comune strategia a tutela di un territorio vasto e omogeneo”. Proprio a Ruvo si vorrebbero installare ben 11 delle 17 pale eoliche.
Qui Terlizzi. Anche dalla città dei fiori evidenziano come la documentazione progettuale risulti carente sotto diversi profili e non abbia ancora fornito adeguato riscontro agli aspetti e alle problematiche già rappresentate. La stesso scetticismo, poi, si legge nel parere di Arpa.
L’obiettivo, chiaramente, è quello di evitare il disco verde alla Valutazione di impatto ambientale.
















