«Non sussistono i presupposti per procedere alla conclusione con l’esclusione dalla verifica di assoggettabilità a Via del progetto di ampliamento proposto dalla società, bensì si ritiene opportuno sottoporre il ridetto Progetto al procedimento di Valutazione di impatto ambientale (Via)».
Parziale frenata del Comune al progetto di riattivazione/ampliamento dell’impianto di cava dismessa ubicato alla contrada “Murgia della città’” presentato da una ditta cittadina. La storia parte nel 2020, allorchè all’attenzione di Palazzo Gentile arriva l’idea progettuale in questione, ma poi a ottobre del 2024 dal servizio Tributi, Fiscalità locale, Ambiente, Gestione integrata dei rifiuti chiedono integrazioni che puntualmente arrivano un mese dopo. A gennaio di quest’anno, poi, sempre dal Comune hanno dato avvio al procedimento di Verifica di assoggettabilità a Via del progetto in argomento. E così, fioccano pareri delle associazioni ambientali e non solo, con le quali emergono alcuni aspetti.
Il primo: dal punto di vista più specifico dei potenziali impatti ambientali l’area di cava nel suo complesso rientra nelle aree contigue all’“Alta Murgia” del Parco nazionale dell’Alta Murgia. Proprio per questo, nelle aree protette a carattere nazionale e nelle relative zone di protezione esterna o aree contigue è vietato l’esercizio dell’attività estrattiva. Il secondo: il riscontro all’incidenza della componente della viabilità e del transito dei mezzi pesanti nell’area in argomento, alla produzione ed emissione di polveri, agli impatti acustici e visivi. Il terzo: le valutazioni sulla compatibilità urbanistica e i le valutazioni sulla compatibilità urbanistica e i connessi eventuali assensi risultino imprescindibili ai fini dell’eventuale autorizzazione all’ampliamento dell’attività di cava.















