Un parcheggio interno, la fine dell’orario di lavoro e un’escalation che, questa volta, si è trasformata in violenza fisica. È accaduto martedì scorso al Distretto socio-sanitario 3 di Bitonto, dove Antonio Ciocia, dipendente amministrativo della struttura, è stato colpito al volto riportando la frattura delle ossa nasali e una prognosi di venti giorni.
La vicenda è stata ricostruita dal Corriere del Mezzogiorno, che ha raccolto il racconto della vittima e le prime reazioni dell’azienda sanitaria. Secondo quanto riferito, ad aggredire Ciocia non sarebbe stato un utente, ma un medico in servizio nella stessa struttura, al culmine di tensioni che – sempre stando al racconto del dipendente – si trascinavano da anni.
L’episodio si sarebbe verificato nel parcheggio interno del distretto. «Ero appena uscito e mi trovavo nel parcheggio – ha raccontato Ciocia al Corriere del Mezzogiorno – ho incrociato il medico, che da anni mi rivolge insulti e minacce. Quando gli ho chiesto di smetterla, mi ha colpito con un pugno tra l’occhio, lo zigomo e il naso».
Il colpo, sferrato con forza, gli ha provocato una frattura al naso e un vistoso ematoma intorno all’occhio. In quel momento non ci sarebbero stati testimoni diretti, ma alcuni colleghi avrebbero udito le urla provenire dall’esterno.
Ciocia parla di un clima di ostilità che andava avanti da circa sette anni, mai risolto nonostante le segnalazioni formali. «Avevo informato l’azienda – ha spiegato – che lavorare accanto a lui mi faceva paura. Ogni incontro era fonte di tensione. Ho sempre comunicato che la situazione era diventata insostenibile, ma non è mai stato preso alcun provvedimento».
Dopo l’aggressione, la vicenda è finita all’attenzione della direzione dell’Asl Bari. Dall’azienda sanitaria fanno sapere che «la direzione del distretto ha già chiesto una relazione sull’accaduto alle persone coinvolte» e che entro 48 ore le risultanze saranno trasmesse alla direzione strategica. A quel punto verranno attivati i due percorsi previsti: da un lato l’audit interno, secondo la procedura aziendale per la gestione delle aggressioni agli operatori sanitari, dall’altro il deferimento all’Ufficio procedimenti disciplinari.
Parallelamente, spetterà alle forze dell’ordine chiarire nel dettaglio quanto accaduto sotto il profilo penale. Ciocia, infatti, ha già annunciato l’intenzione di procedere per vie legali e di chiedere formalmente l’allontanamento del medico, ritenendo impossibile rientrare al lavoro in un clima di serenità.
«Quello che mi colpisce di più – ha sottolineato – è che un episodio di violenza fisica sia avvenuto tra due dipendenti di una struttura sanitaria. Un luogo che dovrebbe essere simbolo di cura e tutela delle persone, non teatro di aggressioni. Si fanno campagne contro le aggressioni al personale sanitario e poi accade di essere aggrediti dagli stessi colleghi».
Una vicenda che riaccende i riflettori sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, anche – e soprattutto – all’interno delle strutture sanitarie, dove il rispetto reciproco dovrebbe rappresentare un presupposto imprescindibile.

















