Con profonda commozione abbiamo appreso la scomparsa di padre Damiano Bova, che per lunghi anni è stato la guida spirituale e punto di riferimento della comunità dei domenicani. Ha svolto per molti anni il ministero di priore nella Basilica di San Nicola in Bari con dedizione, rigore e straordinaria umanità, contribuendo a rendere la Basilica Pontificia simbolo della città di Bari.
Il rito funebre avrà luogo nella Basilica di San Nicola in Bari giovedì 30 aprile alle ore 10.00, e sarà presieduto da mons. Giuseppe Satriano arcivescovo metropolita di Bari-Bitonto e delegato Pontificio della Basilica di San Nicola.
Alla visione di padre Damiano Bova e al suo impegno pastorale si devono due iniziative storiche ed ecumeniche di grande rilievo culturale e spirituale nella chiesa e città di Bitonto a motivo della mamma di San Nicola e l’evento prodigioso delle sacre reliquie dei Santi Medici.
Nella Basilica dei Santi Medici ciò che oggi richiama soprattutto l’attenzione dei cristiani cattolici e ortodossi e ne suscita l’ammirazione è nel vedere con stupore l’artistico reliquiario dorato contenente le ossa delle braccia dei Santi Medici situato nella teca centrale per volontà del parroco-rettore don Gaetano Coviello, e l’ampolla della manna di San Nicola che dal 2016 in occasione del Giubileo della misericordia, il già parroco-rettore mons. Vito Piccinonna vescovo di Rieti collocò l’ampolla della manna nella Sala del Tesoro dei Santi Medici, essa è venerata tutt’oggi dai cristiani cattolici e ortodossi.
Il primo evento è avvenuto nel 2006 con la solenne processione dell’effige di San Nicola per le vie della città di Bitonto con la donazione dell’ampolla della manna di San Nicola, che ebbe un grande eco giornalistico, tra cui, venne pubblicato un ampio articolo dall’Osservatore Romano organo ufficiale della Santa Sede intitolato: “La città di Bitonto si prepara a venerare l’immagine miracolosa di San Nicola di Bari”, a firma del teologo prof. Giuseppe Cannito presidente emerito arciconfraternita immacolata Concezione, Patrona di Bitonto, con una recensione sull’unità dei cristiani secondo la visione di Sua Santità Papa Giovanni Paolo II, che riconobbe fra le devozioni popolari più diffuse e capaci di promuovere l’unità della chiesa fra l’oriente e l’occidente, è il culto di San Nicola di Bari, patrono d’oriente, e dei Santi Medici Cosma e Damiano di Bitonto, simbolo di fraternità spirituale.
La Basilica dei Santi Medici di Bitonto dal 13 maggio 2006 possiede l’ampolla della manna di San Nicola che venne donata con beneplacito dal priore padre Damiano Bova all’allora rettore mons. Francesco Savino vescovo di Cassano all’Jonio e vice presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che collocò l’ampolla nella nicchia di cristallo sotto l’altare maggiore dei Santi Medici.
Il secondo evento è legato la sera del lontano 24 settembre 1983, nella Basilica dei Santi Medici in Bitonto si verificò un episodio prodigioso legato alle sacre reliquie dei Santi Medici, riportato nei Registri degli Atti della Curia Vescovile e nel pregevole volume “I Santi Medici Cosma e Damiano la storia il culto i miracoli l’iconografia”, con patrocinio Arcidiocesi di Bari-Bitonto di cui l’autore è stato il prof. Giuseppe Cannito.
Nel 1963 per volontà dell’allora vescovo mons. Aurelio Marena l’artistico reliquiario dei Santi Medici venne collocato nella nicchia in cristallo preparata sotto l’altare maggiore per la venerazione da parte dei fedeli. Si annota che durante la solenne novena, alcuni padri domenicani membri della commissione ecumenica per l’unione dei cristiani, tra cui il priore padre Damiano Bova con due padri ortodossi: Padre Dorotheos proveniente dal monastero di San Nicola di Andros in Grecia, e Padre Marcos parroco della Chiesa Russa di Bari espressero il desiderio di venerare le sacre reliquie. L’allora rettore mons. Domenico Vacca prelevò il reliquiario i padri ortodossi, secondo il loro rito greco-ortodosso e i domenicani, fecero le prescritte riverenze ed elevarono i loro canti, poi baciarono le sacre reliquie, alla presenza di molti fedeli cattolici e ortodossi. All’improvviso dal reliquiario si sprigionò un insolito e inatteso profumo, che durò a lungo e con una intensità crescente. Tutti chiesero di mettere per iscritto quanto era accaduto, per consegnare alla storia questo evento straordinario operato dai Santi Medici, e la notizia dello straordinario evento prodigioso si diffuse rapidamente con la stampa e in tutta la città di Bitonto.
















