Via libera all’equilibrio finanziario del quarto trimestre 2025, ma emerge la preoccupazione e la polemica politica sui residui attivi, ossia quei crediti che il Comune vanta nei confronti di terzi ma che fa fatica effettivamente a incassare. E non è affatto, purtroppo, un problema nuovo.
Nell’ultimo Consiglio comunale, a tenere banco è stata la relazione del servizio Finanziario sul provvedimento contabile, licenziato dalla sola maggioranza. E nella quale, come evidenziato da alcuni consiglieri comunali ( Domenico Damascelli, Francesco Toscano di “Fratelli d’Italia”, che ha chiesto conto proprio sulle tempistiche della riscossione, e Nicola Acquafredda di “Strada in comune”), non mancano alcune raccomandazioni all’amministrazione comunale. Secondo gli uffici, infatti, «la scarsa movimentazione dei residui attivi desta preoccupazioni poiché suscettibile di pregiudicare, in prospettiva, gli equilibri economico-finanziari, così come anche evidenziato dalle più recenti pronunce della Corte dei conti. La rigidità nella gestione dei residui attivi si proietta negativamente sui documenti di programmazione». Il problema è presente da anni e, «per ridurre il peso dell’accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità, devono essere adottate opportune politiche volte ad accrescere la capacità di riscossione delle proprie entrate e soprattutto a velocizzare la stessa, al fine di aumentare gli incassi in conto competenza o in conto residui dell’anno successivo».
Essendo questa la situazione, allora, dai funzionari di Palazzo Gentile arriva la raccomandazione di accelerare i processi di riscossione, anche coattiva, di tutte le entrate comunali, sia quelle di competenza sia quelle costituenti residui attivi, al fine di ridurre la consistenza e la formazione di nuovi residui attivi. L’esecutivo, dal canto suo, con il sindaco Francesco Ricci in primis, ha ammesso la problematica ribadendo, però, gli impegni massimi profusi in tal senso.
















