L’abbattimento di sette pini storici tra via Traiana e viale Due Cappelle finisce al centro di un’interrogazione urgente presentata dal consigliere comunale di opposizione Francesco Natilla. La vicenda, che nelle ultime ore ha acceso il dibattito cittadino anche sui social, riguarda cinque esemplari di pino lungo via Traiana e altri due su viale Due Cappelle, nelle vicinanze del Cimitero Monumentale di Bitonto.
A comunicare l’avvio degli abbattimenti era stato nelle scorse ore l’assessore all’ambiente Giuseppe Santoruvo attraverso un post pubblicato su Facebook. «Da ieri mattina è iniziato l’abbattimento di cinque esemplari di pino su via Traiana e di due su viale Due Cappelle. A seguito di una nuova perizia degli agronomi comunali ne è stato disposto l’abbattimento», aveva scritto.
Una decisione che ha però provocato proteste e richieste di chiarimento da parte di alcuni cittadini, sfociate poi nell’interrogazione depositata da Natilla al sindaco, al presidente del consiglio comunale e al segretario generale del Comune di Bitonto.
Nel documento il consigliere sottolinea il valore storico, paesaggistico e identitario dell’area interessata. Via Traiana viene definita «asse viario di eccezionale rilievo storico e archeologico», tutelato dal Codice dei beni culturali e dal Piano Paesaggistico Territoriale Regionale. Secondo Natilla, i filari arborei presenti nelle vicinanze del Cimitero Monumentale rappresentano «un elemento identitario e paesaggistico insostituibile».
L’interrogazione punta a chiarire innanzitutto se l’amministrazione comunale confermi ufficialmente quanto annunciato sui social e quali siano le motivazioni tecniche o di pubblica incolumità alla base dell’abbattimento. Natilla chiede inoltre di sapere se esista una perizia agronomica formale, redatta da professionisti abilitati, capace di attestare «l’impossibilità di interventi conservativi o di messa in sicurezza».
Tra i punti centrali anche la questione delle autorizzazioni. Il consigliere domanda infatti se siano stati acquisiti preventivamente il nulla osta della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Bari e l’autorizzazione paesaggistica necessaria per operare in un’area sottoposta a vincoli.
Non solo. Natilla chiede anche quali eventuali misure compensative siano previste, sia in termini di ripiantumazione sia per salvaguardare il disegno storico del filare alberato.
Nelle ultime ore l’interrogazione è stata inoltre integrata con un ulteriore quesito relativo alla possibile presenza di habitat urbani utilizzati dall’avifauna migratoria e stanziale. Il riferimento è alla normativa europea e nazionale sulla tutela degli uccelli selvatici. Secondo il consigliere, infatti, i filari storici urbani possono costituire ecosistemi utili alla nidificazione e alla connessione ecologica anche al di fuori di aree formalmente classificate come Zps o Sic.
Infine Natilla chiede al segretario generale del Comune di verificare «la regolarità amministrativa dell’iter autorizzativo e la corretta acquisizione dei pareri degli enti sovraordinati», sollecitando anche una risposta scritta urgente vista «l’irreversibilità del danno ambientale».
















