DI SILVANA ROSSIELLO
Camicia scout, fazzolettone al collo e una tesina. Così Alessandra Depalo, alunna della classe 3A, si è presentata all’esame conclusivo del primo ciclo d’istruzione nell’anno scolastico 2025/2026. Una scelta che ha sorpreso la commissione, ma che per chi la conosce, era del tutto prevedibile.
Alessandra fa parte del gruppo scout FSE Bitonto 1, con sede alla parrocchia Santi Medici di Bitonto. All’interno del gruppo ricopre il ruolo di vice capo della squadriglia Aquile, riparto Sirio. Lo scautismo, per lei, non è un’attività del fine settimana: è una forma di pensiero. E lo ha dimostrato scegliendo di farne il cuore del proprio elaborato finale, intitolato “Lo scautismo oltre l’orizzonte”.
Lo scautismo, spiega Alessandra nelle pagine introduttive del suo elaborato, non è una questione di nodi e di uniformi. «Significa imparare a vivere in comunità, rispettare la natura e mettersi al servizio degli altri», scrive l’alunna. «Attraverso questo percorso ho sviluppato responsabilità e autonomia, valori che ho cercato di trasmettere anche nel mio impegno scolastico». È con questa premessa che costruisce una tesina che attraversa undici discipline scolastiche, tenute insieme da un unico filo conduttore. In inglese esplora la vita di Robert Baden-Powell, il generale britannico che fondò il movimento scout. In storia si addentra in uno dei capitoli più bui e meno raccontati: quello degli scout italiani durante il fascismo, costretti a sciogliersi o a resistere nell’ombra. In letteratura incontra Italo Calvino. In educazione civica ragiona sull’Agenda 2030 e sulla responsabilità collettiva verso il pianeta. In francese affronta il tema dell’écologie et une responsabilité collective. E poi ancora musica, geografia, scienze, tecnologia, educazione fisica: tutto passa attraverso la lente scout, tutto trova un senso nuovo.
Il passaggio più toccante è quello dedicato all’arte. Alessandra porta davanti alla commissione la storia delle Aquile Randagie, i giovani scout che durante il ventennio fascista continuarono clandestinamente la loro attività, rifiutando di piegarsi all’Opera Nazionale Balilla, custodendo in silenzio una fiamma che il regime non riuscì a spegnere. A queste figure dedica una tela realizzata interamente con materiali naturali, ispirata all’Aquila Vaia, la grande scultura nata dal legno degli alberi abbattuti dalla tempesta del 2018. Un’opera che parla di perdita e di rinascita, di radici che resistono anche quando tutto crolla.
«Alessandra ha dimostrato che lo scautismo non si lascia fuori dalla porta quando si entra in classe», dice Melissa, capo del gruppo FSE Bitonto 1, che ha voluto condividere questa storia. «Presentarsi in uniforme alla commissione è stato un gesto coraggioso e autentico, perfettamente in linea con i valori che portiamo avanti ogni giorno. Siamo molto orgogliosi di lei».
















