DI PASQUALE RAPIO
6 maggio 1976, ore 22 circa: il terremoto in Friuli.
Avevo appena 17 anni e, appassionato di radiantismo, ero la mascotte del gruppo CB Bitontino, coordinato da Pasquale Magro, il primo operatore Citizen Band di Bitonto e figura carismatica del nostro sparuto gruppo. Armeggiavamo con i cosiddetti “baracchini” e comunicavamo in un linguaggio che ancora oggi diverte: (codice Q, Roger, QSO, DX, Break Break, 73, 51, 88). Ci si ritrovava la sera, dopo la fine delle trasmissioni TV, perché le nostre frequenze interferivano con i televisori e, quando arrivavano le lamentele, l’Escopost (la polizia postale) andava da Pasquale Magro che vigilava con rigore affinché non violassimo la regola non scritta.
Molti di noi, in attesa di operare sulle frequenze radiomatoriali mondiali con nominativo ministeriale, si autorizzavano come SWL (ascoltatori) per impratichirsi. Quella sera, verso le 23, ci apprestavamo ai soliti QSO (comunicazioni) sul canale della banda cittadina del canale 8 ( 27,055 Mhz-AM) La notizia trapelò via radio, intercettata sulla banda 80 metri (3,5 MHz), ideale per collegamenti corti fino a mille-duemila chilometri.
Alle 21:00, una scossa di decima scala Mercalli aveva devastato il Friuli. Il sistema di comunicazioni militari crollò, e non esisteva ancora la Protezione Civile. Il primo contatto con il resto della nazione arrivò grazie ai radioamatori, che si rivelarono fondamentali nel supporto alle emergenze. Il primo SOS fu lanciato da Italo Scandusso da Buja.
Immediatamente, la rete dei radioamatori non colpiti si attivò su tutte le bande disponibili.
La portabilità degli apparati CB fu determinante per le brevi distanze, integrando i ponti radio radiamatoriali che coordinarono i soccorsi, salvando vite e facilitando gli aiuti quando tutto il resto era paralizzato.
Il giorno dopo, Pasquale Magro e il gruppo CB decisero di organizzare una tendopoli in Piazza Marconi per raccogliere aiuti da inviare ai friulani. Lo slancio dei cittadini bitontini fu straordinario: masserizie, derrate alimentari, offerte in denaro. Un esempio vivo di solidarietà bitontina, di “brava gente” che non esita di fronte al bisogno altrui, dimostrando un cuore grande e unito.
Gli aiuti furono spediti alle autorità di Gemona per la distribuzione. Dopo un anno, lasciai Bitonto per la carriera militare nelle telecomunicazioni, portando nel cuore quell’episodio solidaristico che ha guidato la mia vita professionale e privata, con la promessa di raccontarlo un giorno.
Un grazie speciale al compianto Pasquale Magro, con il suo fare umano, gentile e di estrema rettitudine: è stato il mio faro nella vita.

Ecco l’elenco dei radioamatori CB, che ricordo parteciparono all’organizzazione degli aiuti (alcuni non più tra noi):
• Pasquale Magro (“Pioneer”, poi ministeriale IW7ACM, I7XQP)
• Maria Coviello (“Maria”, consorte di Pasquale Magro)
• Franco Tedesco (“Zorro”)
• Franco Rossiello (“Mustang”)
• Giorgio Baldini (“Gordon”)
• Vincenzo (“Aquila Nera”)
• Padre Wess (“Wess”)
• Nella Allegretti (“Nella”)
• Nino Pazienza
• Milillo Vito
• Sgaramella Mimmo
• Pasquale Rapio (“Capitano Nemo”, poi ministeriale IZ7DVE)
Grazie ai cittadini di Bitonto per quel grande slancio solidaristico: Bitontini, brava gente!
In gergo radioamatoriale:
73: Cordiali saluti.
51: Sinceri auguri.
88: Baci e abbracci (o abbracci e baci alle gringhelle -”le ragazze”).
Post scriptum:
Ho provato a coinvolgere l’ amministrazione comunale guidata dall’ attuale sindaco avv. Francesco Paolo Ricci, su un evento a ricordo del grande spirito solidaristico dei cittadini di Bitonto, ma al momento resto in attesa di una sua determinazione.
















