Da Sinistra Italiana-Avs riceviamo e pubblichiamo:
Bitonto come Milano: Fermiamo la speculazione prima che sia troppo tardi.
La notizia del sequestro dell’ennesimo building in costruzione nel cuore di Milano ci parla di un modello di sviluppo urbano che rifiutiamo con forza: un modello in cui l’interesse privato prevale su quello pubblico, in cui aree destinate a servizi e alloggi sociali vengono progressivamente consegnate alla speculazione edilizia.
Quanto accaduto nel capoluogo lombardo è emblematico. Un’area espropriata per realizzare edilizia residenziale sociale, un bisogno drammaticamente reale per migliaia di famiglie, è stata successivamente concessa a privati, consentendo la trasformazione di due vecchi edifici demoliti nel 2006 in una torre di 11 piani, 27 appartamenti e oltre 34 metri d’altezza.
Una vicenda finita sotto inchiesta, con 27 indagati tra amministratori, imprenditori e funzionari pubblici.
Eppure questo scempio è progredito finché cittadini e associazioni non si sono opposti con determinazione.
Noi di Sinistra Italiana Bitonto-AVS guardiamo a questo episodio con grande preoccupazione, perché riconosciamo analogie inquietanti con quanto sta accadendo nella nostra città.
Le scelte dell’amministrazione Ricci, sostenute dalla Lega e dall’assessore Brandi: sottrarre suolo pubblico e aree funzionali alla collettività per metterle a disposizione di operazioni immobiliari di cui non comprendiamo né la necessità né l’urgenza.
A Bitonto siamo ancora in tempo.
Siamo in quella fase decisiva in cui la mobilitazione dei cittadini, delle associazioni e delle forze politiche sensibili al tema può davvero impedire una delle più grandi operazioni speculative degli ultimi trent’anni.
Come Sinistra Italiana-AVS ribadiamo con forza un principio che dovrebbe guidare ogni amministrazione responsabile: ogni centimetro di suolo sottratto ai servizi pubblici e al bene comune è un danno per l’intera comunità.
Difendere il territorio significa difendere i diritti sociali, la qualità della vita, l’ambiente, la giustizia urbana.
E noi non intendiamo arretrare di un passo.

















